Tributi

Nicholas Penny

(Director of the National Gallery, London)

da Tributes Memorial

Sir Denis Mahon ereditò un reddito privato, il che significò per lui, nel senso più convenzionale del termine, che egli non dovette mai lavorare. Scelse di farlo e lo fece con un’energia tale che invece lasciò esausti molti di noi, e cominciò a rallentare solo una dozzina d’anni fa. Le entrate personali di cui parliamo, gli permisero anche di mettere insieme una formidabile collezione privata – una delle più significative mai esistite nel suo paese – eppure mai nessuna collezione privata fu meno strettamente personale della sua. Essa non ebbe mai, nemmeno in origine, un carattere intimo o domestico. La sua primissima acquisizione (nel 1934) fu una pala d’altare che entrò a malapena, e con qualche difficoltà, attraverso il portone d’ingresso della casa londinese dei suoi genitori, al 33 di Cadogan Square. Va inoltre aggiunto che per cinquant’anni almeno, la collezione è stata promessa alle istituzioni pubbliche e durante gli ultimi venticinque è stata comunque in prestito alle stesse istituzioni dove, sappiamo oggi, presumibilmente resterà. Nessun assennato curatore accademico ha mai riunito una simile collezione per un’istituzione pubblica con tanta risolutezza d’intenti e guidato da linee ancor meglio definite. Naturalmente le entrate private diedero a Denis diversi grossi vantaggi – gli permisero ad esempio di viaggiare fino in Russia con bauli di bibliografia portati da facchini – ma nessun dipendente pubblico fu mai spinto da un più alto senso di dedizione.
Molti di coloro che sono qui riuniti, ricorderanno la tenacia di Denis Mahon vent’anni fa – vuoi mentre verificava ogni annotazione a piè pagina o quando si assicurava che i verbali riportassero i dettagli di ogni singolo punto. E’ già stato ricordato il suo stile epistolario, ma era di sicuro il telefono il mezzo a cui maggiormente lo associamo.
In questo intervento, ho voluto enfatizzare il suo ruolo pubblico in qualità di studioso energico, puntuale ed esigente, o ancora come sostenitore dallo zelo inquisitorio, o come ardente cacciatore e magnanimo crociato. Ma tutti noi ricordiamo anche il sorriso di Denis, il luccichio nei suoi occhi, la risata sommessa. Il suo senso dell’umorismo, il suo gusto personale e il suo godimento scandivano la polemica come la rettifica.

 

Nicholas Turner

(Vice curatore press il Dipartimento di Stampe e Disegni al British Musum di Londra (1974-94) e poi Curatore dei disegni al J. Paul Getty Museum di Los Angeles (1994-98)

Note al Tributo di Lord Cormack a Sir Denis Mahon

Quando Denis arrivava per le sessioni sui disegni di Guercino, la sua valigetta era zeppa di buste marroni, il cui contenuto era scritto a matita all’esterno. Le buste contrassegnate con “Santa Petronilla”, “affreschi Piacenza”, ecc …, che erano piene di annotazioni e foto, venivano messe sul nostro tavolo. Quelle contrassegnate con “in lieu”, “Tesoro”, “Canaletto Castello di Warwick”, e così di seguito, che contenevano copie di Hansard, ritagli di giornali e così via, erano invece appoggiate sull’ampia superficie vicino al telefono. Nei momenti di “crisi”, la maggior parte del pomeriggio poteva passare al telefono a discutere tattiche anti-Tesoro con i suoi alleati. Queste conversazioni telefoniche erano la quintessenza di Denis, infarcite di battute sugli oppositori e seguite da scoppi di risa.
Poi, dopo aver discusso i punti più sottili di certe espressioni apparse in qualche servizio di Hansard, Denis poteva dedicarsi immediatamente, e con lo stesso buon umore, all’analisi di una serie di correzioni apportate al braccio destro in uno studio per il San Sebastiano dipinto in primo piano a destra di una pala d’altare per una chiesa a Nonantola nella campagna emiliana.
Era un privilegio poter assistere all’attività politica e a quella storico-artistica al lavoro contemporaneamente, osservando come la sua efficacia in entrambe veniva rafforzata dalla sua strabiliante padronanza del dettaglio, dalla sua formidabile memoria e dal suo innato buon umore.

 

Christopher White

(Direttore dell’ Ashmolean Museum (1985-97))

dal Catalogo di ‘Guercino’ – 1986

Lo scorso anno, Sir Denis Mahon depositò la sua vasta collezione di disegni di Guercino nella Sala delle Stampe del Dipartimento d’Arte Occidentale. La possibilità per noi oggi di beneficiare in maniera così sostanziale della sua generosità è il risultato del fatto che l’Ashmolean Museum ha ottenuto i requisiti per accedere all’indennità governativa recentemente istituita per il prestito delle opere d’arte. Il prestito di Sir Denis è stato infatti il primo nel suo genere per il museo, cosa che trova pieno riscontro nell’entusiasmo con cui Sir Denis ha sempre supportato sotto questo aspetto le politiche di governo verso le arti in genere, tanto quanto al contrario attaccò energicamente i ministri di settore meno illuminati.
L’obiettivo di Denis nel voler rimettere i suoi disegni alle nostre cure, è quello di offrire allo studente d’arte italiana sia il piacere di studiarli come opere d’arte individuali che, nella loro visione d’insieme, il privilegio di poter comprendere fino in fondo il modus operandi di un grande artista.
Sono veramente felice di potervi confermare che è sua intenzione che essi diventino patrimonio della nostra collezione permanente.