L’uomo Mahon

Quello che dicono di Mahon

 

Ardito

I first met Denis through our mutual friend, Hugh Leggatt, in 1992. We campaigned together to preserve the art market from the full imposition of VAT, and to preserve the heritage from the threat of a wealth tax. We were successful in both campaigns, not least because of Denis’s briefing and advocacy. But for Denis to win a battle was not to win the war and his life, over the last forty years and more, was dedicated to repulsing philistines in bureaucrats clothing, or in ministerial cars.
(Lord Cormak)

He was a zealous guardian of the public interest, actively opposing the imposition of charges for visitors to museums and lobbing for legislation to prevent the National Gallery from selling any of its pictures
(The Guardian)

Sir Denis Mahon e il suo ‘Caravaggio’s feeling’ hanno restituito concretezza a quadri altrimenti smarriti nell’oblio dei ‘buchi neri’ della storia dell’arte, del ‘gusto’ e del mercato di quelle cose che nessuno vuole più.
(Maurizio Marini)

Chi di noi ha avuto il privilegio di conoscere Denis Mahon ha una qualche idea di come potrebbe essere la valutazione. Egli sapeva che le istituzioni pubbliche erano fondate e in seguito sostenute dai donatori, i quali ponevano esplicite condizioni o che comunque avevano impliciti intendimenti o altresì esprimevano delle chiare speranze. Forse nella sua vita personale Denis dedicò sforzi eccessivi al tentativo di controllare il futuro, ma di certo compì dei miracoli nei confronti dei defunti, riportando alla vita artisti morti o negletti, e battendosi come difensore di donatori e benefattori passati.
(Nicholas Penny)

 

Generoso

Sir Denis Mahon deposited his great collection of Guercino drawings in the Print Room of the Department of Western Art last year. That we were able to benefit so substantially from his generosity is the result of the Ashmolean Museum becoming eligible for the newly Instituted Government indemnity scheme for the loan of work of art. Sir Denis’loan represented the first of its kind to the museum. This is entirely fitting, since Sir Denis has been as enthusiastic in his support for this aspect government policy towards the arts as he has been energetic in assaling government ministers for certain less enlightned ones.
(Christopher White)

 

Tenace

Nel 1975 ca. all’interno del NACF (National Art Collections Fund, ente non statale che aiutava i musei ad acquistare opere d’arte) D.M. persuase una commissione parlamentare a raccomandare la conversione del Land Fund ( un fondo costituito nel 1946 per commemorare coloro che avevano dato la loro vita in guerra e dimenticato dal Treasury) nel National Heritage Memorial Fund con trustee indipendenti. L’atto parlamentare con cui questo Fund fu stabilito nel 1980 fu il più generoso supporto ufficiale proferito ai beni culturali fino all’istituzione della National Lottery nel 1995. (Michael Kitson)

“possedeva una collezione del tutto invidiabile : 76 opere frutto di oculati acquisti, a prezzi ridicoli, dal 1934 a mezzo secolo fa; e l`ha tutta lasciata ai musei: la maggior parte alla National Gallery di Londra” ma va ricordato che ha donato “sette tele alla Pinacoteca di Bologna, dove aveva studiato ed organizzato mostre famose”. Ricordava con la ben nota ironia il primo Caravaggio da lui scoperto come “la mia sola attribuzione fatta con i piedi sollevati da terra”, nell`ufficio del sindaco di Roma negli anni cinquanta. Si trattava di una “tela in terz`ordine quasi lambiva il soffitto; a Carlo Pietrangeli, l`allora sovrintendente comunale chiese un po’ d`acqua, un batuffolo di bambagia; monta, bagna quel quadro, e sancisce: “E` il San Giovannino (infatti : è ai Musei Capitolini)”. Della sua leggendaria collezione raccontava : “Ho comprato il ratto di Europa di Guido Reni spendendo ciò che oggi sarebbero 130 euro: ma solo perché un antiquario voleva la cornice, e per questo rilanciava i prezzi dell`asta”. (Fabio Isman)

 

Appassionato

Tutti quelli che ebbero il privilegio di conoscere ed amare Denis avranno i loro ricordi preferiti di questo uomo davvero straordinario – studioso, conoscitore, propagandista, benefattore pubblico, amante dell’arte e della vita, dell’Italia e del buon umore. Il mio ricordo più vivido sarà sempre quel sorriso malizioso che dispensava come colpo di grazia alla fine di un’ennesima inappuntabile esposizione del caso per ciò in cui egli credeva di più – una collaborazione genuina tra il pubblico e il privato nel campo delle arti.
Che Denis fosse degno della grande arte che amava e per cui lottò, è il più alto encomio che noi, come suoi debitori, possiamo rendergli. Se lo merita abbondantemente.
(Lord Cormak)

 

Precursore

Il primo Guercino, La benedizione di Giacobbe, lo comprai nel ’32, a Parigi, per quelle che oggi sarebbero 120 sterline. Un buon prezzo, no? E il Ratto d’Europa, dipinto per Wladislaw IV re di Polonia, lo presi da Sotheby’s, nel 1945, per 80 sterline. Ma dovetti battere la concorrenza di un corniciaio, Wiggins, che era interessato solo alla cornice Regence. Del dipinto, nero perché mai ripulito, non sapeva che farsene
(Sir Denis Mahon)

..In Inghilterra la pittura del Seicento rimane in un certo senso la Cenerentola trascurata dell’arte italiana, forse non tanto dal punto di vista del suo apprezzamento quanto da quello storico-artistico
(Sir Denis Mahon)

 

Audace

Un’emozione grande fu la vittoria che io e Henry Moore ottenemmo quando la National Gallery fu costretta ad acquistare Salomè con la testa del Battista nel 1961. Quantunque io fossi sicuro che l’opera era autografa, il direttore e i trustee nutrivano dubbi. Quel pomeriggio del 1961 mi precipitai quindi nello studio di Henry Moore, che oltre a essere un artista già famoso era anche un trustee della National Gallery. Il suo fu il voto decisivo per aver la meglio in comitato e quel capolavoro di Caravaggio entrò nella collezione.
(dall’intervista a Denis Mahon sul “Giornale dell’arte” di Egizio Trombetta)

 

Ironico

Da più di settant’anni mi occupo di Guercino, un numero che sta eguagliando quello degli anni vissuti dallo stesso pittore
(Sir Denis Mahon)

Her Majesty the Queen è stata davvero felice di sapere che un dipinto dei suoi magazzini, considerato una copia e nemmeno di grande qualità, s’e’ rilevato un Caravaggio.
(Sir Denis Mahon)

 

Entusiasta

..Prima di impegnarsi ad una valutazione delle qualità di un’opera artistica è necessario che lo storico dell’arte faccia uno sforzo serio per convincersi che la sta guardando davvero, cioè nella maniera pressappoco simile a come la vide il suo autore..
(Sir Denis Mahon)

..La fonte essenziale o il cuore di qualsiasi critica d’arte genuina è stata ovviamente la stessa nel Seicento come lo è oggi: una questione di istinto rispetto ad un individuale lavoro artistico…
(Sir Denis Mahon)

…da molto tempo sono appassionato di musica lirica ed assistendo a molte rappresentazioni teatrali i sono reso conto di come le forme della commozione, le icone della recitazione, siano fondamentalmente ancora coniate dalla pittura italiana del XVII secolo.
(Sir Denis Mahon)